
Due mesi di formazione alla Scuola Comics di Torino.
Workshop, incontri e mostre personali a Torino e nel resto d'Italia.
Per sostenere i costi del progetto, abbiamo organizzato una festa sociale di fundraising.

Due mesi di formazione alla Scuola Comics di Torino.
Workshop, incontri e mostre personali a Torino e nel resto d'Italia.
Per sostenere i costi del progetto, abbiamo organizzato una festa sociale di fundraising.

Una giornata di fundraising che è pensata come una festa sociale in cui si celebrerà l’amore palestinese per la vita, tra simboli di lotta, arte, musica, danze tradizionali e cibo.
🗓️ Domenica 7 giugno 2026 - H 17:00
Bagni Pubblici di via Agliè 9, Torino
✓ Laboratorio di danza dabke con Layal Chamas
✓ Tavolo libero di collage con l’illustratrice Rebecca Valente - creiamo una flottilla di carta, colla, forbici, gioia e rivoluzione
✓ Workshop di uncinetto resistente per intrecciare simboli di lotta palestinesi.
✓ Apericena Sathein - buffet con piatti e dolci della tradizione palestinese, levantina e italiana, bibite, Gaza Cola, vino e birrette.
✓ Piumani di Valeria Sacco/Riserva Canini - Microteatro per uno spettatore alla volta
✓ Ceramiche di Soul Pottery - tazze, piastrelle e molto altro in sostegno della Palestina
✓ Serigrafie live di Lab47 - t-shirt e tote bag stampate sul momento con il logo di Falastin Hurra 2026: il sunbird, pronto a spiccare il volo da un pennino, portando nel becco la chiave del ritorno (il sunbird, o Nettarina della Palestina, dal 2015 è simbolo nazionale palestinese, che incarna il legame con la terra e la rivendicazione della libertà di movimento).
✓ Stampe di artisti italiani ed internazionali a cura di Falastin Hurra e Sorella Palestina
✓ Banchetti di libri da e per la Palestina
✓ Musica dal vivo con Atro e Baravantan Punk
✓ Pesca miracolosa
Una giornata di fundraising che è pensata come una festa sociale in cui si celebrerà l’amore palestinese per la vita, tra simboli di lotta, arte, musica, danze tradizionali e cibo.
🗓️ Domenica 7 giugno 2026 - H 17:00
Bagni Pubblici di via Agliè 9, Torino
✓ Laboratorio di danza dabke con Layal Chamas
✓ Tavolo libero di collage con l’illustratrice Rebecca Valente - creiamo una flottilla di carta, colla, forbici, gioia e rivoluzione
✓ Workshop di uncinetto resistente per intrecciare simboli di lotta palestinesi.
✓ Apericena Sathein - buffet con piatti e dolci della tradizione palestinese, levantina e italiana, bibite, Gaza Cola, vino e birrette.
✓ Piumani di Valeria Sacco/Riserva Canini - Microteatro per uno spettatore alla volta
✓ Ceramiche di Soul Pottery - tazze, piastrelle e molto altro in sostegno della Palestina
✓ Serigrafie live di Lab47 - t-shirt e tote bag stampate sul momento con il logo di Falastin Hurra 2026: il sunbird, pronto a spiccare il volo da un pennino, portando nel becco la chiave del ritorno (il sunbird, o Nettarina della Palestina, dal 2015 è simbolo nazionale palestinese, che incarna il legame con la terra e la rivendicazione della libertà di movimento).
✓ Stampe di artisti italiani ed internazionali a cura di Falastin Hurra e Sorella Palestina
✓ Banchetti di libri da e per la Palestina
✓ Musica dal vivo con Atro e Baravantan Punk
✓ Pesca miracolosa

Potete legarmi mani e piedi
Togliermi il quaderno e le sigarette
Riempirmi la bocca di terra:
La poesia è sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane, luce nei miei occhi.
Sarà scritta con le unghie, lo sguardo e il ferro,
la canterò nella cella della mia prigione,
al bagno,
nella stalla,
sotto la sferza,
tra i ceppi
nello spasimo delle catene.
Ho dentro di me un milione d’usignoli
Per cantare la mia canzone di lotta.
di Mahmoud Darwish
Lo sappiamo: mentre il genocidio di Gaza continua e la pulizia etnica in Cisgiordania si rafforza, non c’è nulla da festeggiare. Eppure vi proponiamo una festa.
Perché i palestinesi combattono con ostinazione per la vita, creando comunità resistenti che giorno dopo giorno realizzano un mondo diverso e possibile.
Perché lottare è opporsi con tutti i mezzi necessari, ma anche immaginare e dar forma a un futuro in cui il diritto all’autodeterminazione e alla libertà sia realtà. Con dolore, rabbia e gioia.
Perché la solidarietà non può limitarsi ad invii d’aiuti e azioni dimostrative: dobbiamo fare concretamente insieme, ponendo al centro non solo la critica, ma soprattutto la potente forza creativa di chi si vorrebbe costantemente rendere invisibile. Celebrandola.
Per questo, ad ottobre 2025, con artisti e artiste palestinesi ed internazionali abbiamo organizzato Falastin Hurra, mostra di illustrazioni e fumetti da e per la Palestina.
Grazie ai fondi raccolti in quell’occasione, abbiamo ideato un progetto a lungo termine in collaborazione con il collettivo artistico Marsam 301 di Betlemme. L’obiettivo è creare una scuola d’arte di riferimento in Palestina, un tipo d’istituzione ad oggi reso impossibile dall’occupazione sionista, che impedisce intenzionalmente di reperire persino i materiali più essenziali per dipingere, stampare, scolpire.
La prima fase del progetto è una residenza artistica a Torino per due giovani artisti della Cisgiordania, che si terrà tra settembre e novembre presso la Scuola di Comics a Torino, quindi workshop, mostre personali e incontri in tutta Italia a dicembre. In questo modo intendiamo attivare una rete italo-palestinese, che renda possibili ulteriori intrecci e sviluppi.
Ma la guerra che infiamma il Levante, oltre a scatenare morte e distruzione, ha fatto salire costi di voli e ospitalità, rendendo i fondi raccolti ad ottobre insufficienti. È necessario mobilitarci di nuovo.
Abbiamo allora organizzato una giornata di fundraising, una festa sociale in cui si celebrerà l’amore palestinese per la vita, tra simboli di lotta, arte, musica, danze tradizionali e cibo.
Che sia l’avvio di un’alleanza che ci unisca tutt* nel rompere una delle tante catene imposte dal sionismo ai palestinesi, liberando un milione di usignoli dal fiume sino al mare ed oltre.
Falastin hurra!
Potete legarmi mani e piedi
Togliermi il quaderno e le sigarette
Riempirmi la bocca di terra:
La poesia è sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane, luce nei miei occhi.
Sarà scritta con le unghie, lo sguardo e il ferro,
la canterò nella cella della mia prigione,
al bagno,
nella stalla,
sotto la sferza,
tra i ceppi
nello spasimo delle catene.
Ho dentro di me un milione d’usignoli
Per cantare la mia canzone di lotta.
di Mahmoud Darwish
Lo sappiamo: mentre il genocidio di Gaza continua e la pulizia etnica in Cisgiordania si rafforza, non c’è nulla da festeggiare. Eppure vi proponiamo una festa.
Perché i palestinesi combattono con ostinazione per la vita, creando comunità resistenti che giorno dopo giorno realizzano un mondo diverso e possibile.
Perché lottare è opporsi con tutti i mezzi necessari, ma anche immaginare e dar forma a un futuro in cui il diritto all’autodeterminazione e alla libertà sia realtà. Con dolore, rabbia e gioia.
Perché la solidarietà non può limitarsi ad invii d’aiuti e azioni dimostrative: dobbiamo fare concretamente insieme, ponendo al centro non solo la critica, ma soprattutto la potente forza creativa di chi si vorrebbe costantemente rendere invisibile. Celebrandola.
Per questo, ad ottobre 2025, con artisti e artiste palestinesi ed internazionali abbiamo organizzato Falastin Hurra, mostra di illustrazioni e fumetti da e per la Palestina.
Grazie ai fondi raccolti in quell’occasione, abbiamo ideato un progetto a lungo termine in collaborazione con il collettivo artistico Marsam 301 di Betlemme. L’obiettivo è creare una scuola d’arte di riferimento in Palestina, un tipo d’istituzione ad oggi reso impossibile dall’occupazione sionista, che impedisce intenzionalmente di reperire persino i materiali più essenziali per dipingere, stampare, scolpire.
La prima fase del progetto è una residenza artistica a Torino per due giovani artisti della Cisgiordania, che si terrà tra settembre e novembre presso la Scuola di Comics a Torino, quindi workshop, mostre personali e incontri in tutta Italia a dicembre. In questo modo intendiamo attivare una rete italo-palestinese, che renda possibili ulteriori intrecci e sviluppi.
Ma la guerra che infiamma il Levante, oltre a scatenare morte e distruzione, ha fatto salire costi di voli e ospitalità, rendendo i fondi raccolti ad ottobre insufficienti. È necessario mobilitarci di nuovo.
Abbiamo allora organizzato una giornata di fundraising, una festa sociale in cui si celebrerà l’amore palestinese per la vita, tra simboli di lotta, arte, musica, danze tradizionali e cibo.
Che sia l’avvio di un’alleanza che ci unisca tutt* nel rompere una delle tante catene imposte dal sionismo ai palestinesi, liberando un milione di usignoli dal fiume sino al mare ed oltre.
Falastin hurra!

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